Il venticinque settembre milleduecentosessantaquattro, sul far del giorno, il Duca d'Auge salì in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica. [...] Sulle rive del vicino rivo erano accampati un Unno o due; poco distante un Gallo, forse Edueno, immergeva audacemente i piedi nella fresca corrente. [...] Gli Unni cucinavano bistecche alla tartara, i Gaulois fumavano gitanes, i Romani disegnavano greche, i Franchi suonavano lire, i Saracineschi chiudevano persiane. I Normanni bevevan calvadòs.
[...] Il Duca mangiò copiosamente, andò a dormire, dormì di buon appetito.
Non aveva ancora terminato la siesta, quando lo svegliarono due nomadi interpellandolo dall'alto della riva. Cidrolin rispose a segni, ma loro certo non capivano quel linguaggio [...].
E così, ne "I fiori blu" di Raymond Queneau, non si capisce dove finisca il Duca d'Auge e dove inizi Cidrolin, in una ondivaga alternanza di sonni e di sogni, pennichelle, sieste e pisolini. All'assopirsi dell'uno corrisponde il sogno (o la vita) dell'altro. Che meraviglioso mal di mare per me lettrice alla ricerca di una culla che ondeggia leggera verso la notte, verso il sonno, verso il sogno. E' lì dentro che ci si può sbizzarrire, giocare con le vite degli altri e la propria, dare forma alle paure e sfogo ai desideri che altrimenti non si racconterebbero.
Rêver et révéler, c'est à peu près le même môt*.
*Sta' attento con le storie inventate. Rivelano cosa c'è sotto. Tal quale come i sogni (trad. Italo Calvino).


buongiorno Cla! Questa notte ho sognato un mondo migliore... Come scrivi bene Cla!
RispondiEliminaTutto oggi è migliore non è solo un sogno, forse consapevolezza di sè!
Buongiorno e grazie di essere una mia fedelissima e paziente lettrice, baci :)
RispondiEliminaE ad un tratto, come se richiamato dal profondo della nostra natura un rombo squarcia il sogno ricordandoci che domani sarà solo un'altra giornata normale, in un ufficio normale, in una città grigia e normale.
RispondiEliminaCaro Ricky, per fortuna poi, dopo una giornata probabilmente alienante, in cui a tratti ci ricordiamo del perché la stiamo vivendo così, torna la sera, tornano i libri, i film e le fruscianti lenzuola del letto. Ed è in quel momento che ti accorgi che la pioggia è bella. Buona giornata.
RispondiEliminaMa la pioggia È bella: la pioggia tiene lontane le automobili, che guarda a caso nei miei sogni non ci sono mai.
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